Mi è tornata la voglia di scrivere, dico mi è tornata perché molti miei amici ricorderanno che nel 1972 scrivevo su “I VESPRI DI SICILIA”, quindicinale che avevo fondato e portato avanti per alcuni anni, direttore responsabile all’inizio Giovanni Pontani Roberto, e successivamente Franco Sausa, stampato da Toti Piscopo in via Emerico Amari. Giornale di battaglia politica, mi diede gioie e dolori.
Di seguito collaborai per un pò di tempo con “TELESTAR” diretto da Nino Di Forti, la censura di un pezzo che non piaceva agli Editori mi portò a cessare la collaborazione.
Nel 1994, fondai “PORTA di CASTRO 254”, organo dell’Associazione “EUROPA ‘93”, con l’iscrizione all’Elenco Speciale dell’Ordine dei giornalisti di Palermo, ne ero il Direttore. Il giornale , come l’Associazione, si occupava di promozione sociale, della città in generale e del centro storico.
Era il tempo della primavera di Palermo, Orlando sindaco e con Giustino Blandi passavamo a setaccio le attività dell’Amministrazione Comunale, fra queste l’inventario del patrimonio del Comune, fatto in tutta fretta, pena la decadenza del sindaco.
L’inventario fu redatto da un gruppo di tecnici riuniti in un “Comitato per l’inventario dei beni comunali”e pubblicato ex legge, da un esame sommario non mostrava i segni di un lavoro fatto bene, sicché, in un articolo a firma di Giustino e mia, denunciammo le carenze, di carattere estimativo, dell’inventario appena pubblicato. Io all’epoca lavoravo al Comune di Palermo e segnatamente alla Ripartizione Patrimonio, con la qualifica di bidello e l’incarico di geometra, pari al mio titolo di studio. Qualcuno dei componenti il “Comitato” riferì all’allora City Manager che il sottoscritto denigrava l’Amministrazione comunale, in combutta con l’Avvocato Blandi che curava gli interessi di persone che intendevano acquistare beni di proprietà comunale.
Ne io ne tantomeno Giustino Blandi eravamo al corrente di tutto ciò. Dopo qualche giorno il City Manager e il capo Ripartizione Patrimonio mi diedero incarico di redigere la relazione di stima di una porzione di un fabbricato sito in via Quintino Sella di proprietà del Comune di Palermo e mi consegnarono un foglio di carta intestata del “Comitato” nel quale in poche righe era descritta la porzione di fabbricato composta da una diecina di appartamenti, dopo oltre 20 anni non ricordo precisamente, la cui valutazione complessiva ammontava a 700 milioni di lire, nessun allegato, ne planimetrie ne altro; Chiunque, senza particolari cognizioni tecniche, si sarebbe reso conto che il bene era sottostimato.
Dopo un mese di intenso lavoro, comparando vari metodi di stima e indagini di mercato arrivai alla valutazione delle singole unità immobiliari, che sommate ammontavano alla cifra di poco più di 3.400.000.000 di lire, circa 5 volte di più della valutazione operata dal famigerato “Comitato”.
Comunicai a Giustino Blandi il risultato del mio lavoro, con coloriti commenti circa l’operato del “Comitato”, Giustino nell’occasione mi comunicò che aveva dei clienti che erano interessati all’acquisto di alcune unità immobiliari di quel fabbricato. Quando consegnai la relazione e gli elaborati al capo Ripartizione, presente il City Manager, notai un certo contegno di tutti e due che non sapevo spiegarmi e comunque mi fu comunicato l’apprezzamento per il lavoro svolto.
Successivamente il capo Ripartizione mi mise al corrente del perché dell’incarico conferitomi dal City Manager e mi disse che dall’episodio oltre alla conferma circa la mia professionalità, si poteva apprezzare l’onestà intellettuale e materiale dell’Avv. Blandi e mia. Di episodi da raccontare in 26 anni al Comune di Palermo ce ne sono tanti.
A conclusione, una curiosità nel 72 il primo giornale, nel 94 il secondo e nel 2016 torno a scrivere, di 22 anni l’intervallo fra il primo e il secondo, sempre 22 anni fra il secondo e oggi e, aggiungo, avevo 22 anni quando è nata mia figlia; Il 22 è un numero guida nella mia vita.