lunedì 17 agosto 2020

50 anni fa ci lasciava mio padre Giuseppe Mammina

 



Il 18 agosto del 1970 moriva mio padre GIUSEPPE MAMMINA, a 58 anni, io ne avevo quasi 27 e i miei fratelli Fulvio quasi 25 e Sergio quasi 22. L’intensità dei ricordi e le esperienze con Lui vissuti, credo anche per i miei fratelli, fanno sì che si è portati a pensare di averci vissuto insieme almeno cento anni.
Per lavoro, quando avevo 12 o 13 anni mi portava con se, in giro per le campagne attorno a Monreale, Partinico, Borgetto, Montelepre, a dorso di cavallo, capitava spesso di incontrare, per trazzere, personaggi armati di fucile che si avvicinavano, scrutavano, salutavano e andavano via; era il periodo della banda Giuliano.
Per la politica, in giro per comizi in tutta la provincia di Palermo ed oltre, dai palchetti predisposti all’uopo, talvolta dai balconi e qualche volta da un camion o da un motocarro perché, in regime democristiano, non si poteva concedere il balcone ad un oratore del M.S.I.Orfano di una insegnante elementare, andò a studiare ad Assisi in un convitto per tali orfani, ove conseguì il diploma di geometra. Trascorse un periodo in Lucania ove aveva dato sfogo alla voglia di praticare l’attività sportiva di portiere nella squadra del Potenza, allora in serie B.

Nel 1936 si arruolò nella Milizia e partì volontario alla volta dell’Africa orientale; in Eritrea svolse attività sia al fronte, durante la guerra con Etiopia, che con il genio militare,  in quanto tecnico, per la costruzione di strade ed edifici. Nel 1941 conobbe e sposò mia madre, veneta di nascita, ma figlia di siciliano; mio nonno aveva dismesso un’autoscuola a Palermo ed era andato a impiantare la medesima attività ad Asmara.
in giro per Asmara


Durante l’occupazione inglese, nacque mio fratello Cesare, che morì di polmonite a meno di un mese, per la difficoltà di reperire le medicine idonee a salvarlo.
Intanto mio padre, giornalista pubblicista, oltre a partecipare attivamente alla resistenza all’occupazione inglese, con Luciano Melani e Franco Pattarino, in seguito direttore del Corriere di Caracas, continuavano a stampare e divulgare il Corriere di Asmara, naturalmente adoperandosi contro gli Inglesi.
Queste attività lo portarono a doversi dare alla macchia, ricercato dagli Inglesi con accanimento continuava comunque le attività di resistenza. Non riuscirono mai a prenderlo e, ormai con due figli io e Fulvio, alla fine del 1946, il Governatore inglese ordinò una perquisizione a casa, fatto che ricordo perfettamente nonostante i miei poco più di tre anni, e la consegna di un ordine di abbandono dell’Eritrea, con una tal nave in un tale giorno, diversamente il “governatorato” non avrebbe assicurato l’incolumità dell’intera famiglia.
Nei primi anni ’50 lo Stato italiano, attraverso il Ministero della Marina gli tributò un ENCOMIO Per “ LA RESISTENZA IN AFRICA ORIENTALE CONTRO L’OCCUPAZIONE NEMICA ”

Approdato in Italia e precisamente a Monreale, appena il tempo di riordinare le idee, iniziò la professione di geometra, affermandosi ben presto per le qualità professionali e le doti umanitarie. Variegata l’attività professionale, che va dalle piccole lottizzazioni alle divisioni di grandi estensioni terriere, alla progettazione di immobili consentita ai geometri.
A tal proposito rammento che, subito dopo il terremoto del Belice, su invito di un cliente, andammo a constatare a Gibellina che una palazzina, progettata da mio padre e i calcoli del cemento armato dall’ingegnere Leto, era rimasta intatta nella sua interezza.

Notevolissima l’attività di Consulente Tecnico a favore delle varie Preture dell’epoca Monreale, Partinico, Carini, Piana degli Albanesi e del Tribunale di Palermo.
A scaricare le tensioni e la fatica dell’esercizio professionale, mio padre provvedeva attraverso il coltivare le sue passioni e cioè la poesia, di cui ho già parlato, essenzialmente raccolta in una pubblicazione “POETASTRIA”, l’attività letteraria, palesata con la pubblicazione di “MOMENTI A MONREALE”, novelle ispirate a episodi di vita nel monrealese; poi anche il giornalismo, era giornalista pubblicista, e la politica.
L’attività giornalistica, in prosieguo dell’esperienza vissuta ad Asmara, lo portò a collaborazioni con varie testate di politica, attualità e cultura, nazionali e siciliane, una fra tutte “ I VESPRI D’ITALIA “ edito a Palermo dal Professore Alfredo Cucco, di cui fu redattore.
I Vespri d’Italia, giornale di denuncia e di lotta politica, era strettamente legato all’attività politica del M.S.I. fiamma tricolore, di cui il Professore Cucco era deputato e mio padre esponente di spicco.
L’attività politica è stata, credo, la passione più grande, portata avanti con slancio e grande senso del “ sociale “ lo fece permanere al Consiglio comunale di Monreale per oltre 20 anni e sempre con notevoli suffragi.  A metà degli anni ’50 fu candidato al Senato nel Collegio Monreale - Partinico e nonostante gli oltre 13.000 voti, di cui quasi 9.000 a Monreale, non risultò eletto perché il collegio era già saturo.
Oratore di grande spessore, ogni qual volta se ne presentava l’occasione comiziava in lungo e in largo della provincia di Palermo e talvolta oltre. C’è un episodio che mi piace ricordare, allorché fu designato a presentare Almirante a piazza Politeama e parlò per una quarantina di minuti; finito il comizio Almirante, giù dal palco, gli disse: “ Mi hai fatto fare una gran fatica, la prossima volta parli dopo di me perché mi hai tolto tutti gli argomenti “.

ALCUNI  "Paesaggi d'Eritrea", frutto dell'amore di mio padre per quelle terre. (disegni a inchiostro di china su cartoncino e su tavolette di legno)



50 anni fa ci lasciava mio padre Giuseppe Mammina

Mio padre ad Asmara

Il 18 agosto del 1970 moriva mio padre GIUSEPPE MAMMINA, a 58 anni, io ne avevo quasi 27 e i miei fratelli Fulvio quasi 25 e Sergio quasi 22. L’intensità dei ricordi e le esperienze con Lui vissuti, credo anche per i miei fratelli, fanno sì che si è portati a pensare di averci vissuto insieme almeno cento anni.
Per lavoro, quando avevo 12 o 13 anni mi portava con se, in giro per le campagne attorno a Monreale, Partinico, Borgetto, Montelepre, a dorso di cavallo, capitava spesso di incontrare, per trazzere, personaggi armati di fucile che si avvicinavano, scrutavano, salutavano e andavano via; era il periodo della banda Giuliano.
Per la politica, in giro per comizi in tutta la provincia di Palermo ed oltre, dai palchetti predisposti all’uopo, talvolta dai balconi e qualche volta da un camion o da un motocarro perché, in regime democristiano, non si poteva concedere il balcone ad un oratore del M.S.I.Orfano di una insegnante elementare, andò a studiare ad Assisi in un convitto per tali orfani, ove conseguì il diploma di geometra. Trascorse un periodo in Lucania ove aveva dato sfogo alla voglia di praticare l’attività sportiva di portiere nella squadra del Potenza, allora in serie B.

Nel 1936 si arruolò nella Milizia e partì volontario alla volta dell’Africa orientale; in Eritrea svolse attività sia al fronte, durante la guerra con Etiopia, che con il genio militare,  in quanto tecnico, per la costruzione di strade ed edifici. Nel 1941 conobbe e sposò mia madre, veneta di nascita, ma figlia di siciliano; mio nonno aveva dismesso un’autoscuola a Palermo ed era andato a impiantare la medesima attività ad Asmara.
in giro per Asmara


Durante l’occupazione inglese, nacque mio fratello Cesare, che morì di polmonite a meno di un mese, per la difficoltà di reperire le medicine idonee a salvarlo.
Intanto mio padre, giornalista pubblicista, oltre a partecipare attivamente alla resistenza all’occupazione inglese, con Luciano Melani e Franco Pattarino, in seguito direttore del Corriere di Caracas, continuavano a stampare e divulgare il Corriere di Asmara, naturalmente adoperandosi contro gli Inglesi.
Queste attività lo portarono a doversi dare alla macchia, ricercato dagli Inglesi con accanimento continuava comunque le attività di resistenza. Non riuscirono mai a prenderlo e, ormai con due figli io e Fulvio, alla fine del 1946, il Governatore inglese ordinò una perquisizione a casa, fatto che ricordo perfettamente nonostante i miei poco più di tre anni, e la consegna di un ordine di abbandono dell’Eritrea, con una tal nave in un tale giorno, diversamente il “governatorato” non avrebbe assicurato l’incolumità dell’intera famiglia.
Nei primi anni ’50 lo Stato italiano, attraverso il Ministero della Marina gli tributò un ENCOMIO Per “ LA RESISTENZA IN AFRICA ORIENTALE CONTRO L’OCCUPAZIONE NEMICA ”

Approdato in Italia e precisamente a Monreale, appena il tempo di riordinare le idee, iniziò la professione di geometra, affermandosi ben presto per le qualità professionali e le doti umanitarie. Variegata l’attività professionale, che va dalle piccole lottizzazioni alle divisioni di grandi estensioni terriere, alla progettazione di immobili consentita ai geometri.
A tal proposito rammento che, subito dopo il terremoto del Belice, su invito di un cliente, andammo a constatare a Gibellina che una palazzina, progettata da mio padre e i calcoli del cemento armato dall’ingegnere Leto, era rimasta intatta nella sua interezza.

Notevolissima l’attività di Consulente Tecnico a favore delle varie Preture dell’epoca Monreale, Partinico, Carini, Piana degli Albanesi e del Tribunale di Palermo.
A scaricare le tensioni e la fatica dell’esercizio professionale, mio padre provvedeva attraverso il coltivare le sue passioni e cioè la poesia, di cui ho già parlato, essenzialmente raccolta in una pubblicazione “POETASTRIA”, l’attività letteraria, palesata con la pubblicazione di “MOMENTI A MONREALE”, novelle ispirate a episodi di vita nel monrealese; poi anche il giornalismo, era giornalista pubblicista, e la politica.
L’attività giornalistica, in prosieguo dell’esperienza vissuta ad Asmara, lo portò a collaborazioni con varie testate di politica, attualità e cultura, nazionali e siciliane, una fra tutte “ I VESPRI D’ITALIA “ edito a Palermo dal Professore Alfredo Cucco, di cui fu redattore.
I Vespri d’Italia, giornale di denuncia e di lotta politica, era strettamente legato all’attività politica del M.S.I. fiamma tricolore, di cui il Professore Cucco era deputato e mio padre esponente di spicco.
L’attività politica è stata, credo, la passione più grande, portata avanti con slancio e grande senso del “ sociale “ lo fece permanere al Consiglio comunale di Monreale per oltre 20 anni e sempre con notevoli suffragi.  A metà degli anni ’50 fu candidato al Senato nel Collegio Monreale - Partinico e nonostante gli oltre 13.000 voti, di cui quasi 9.000 a Monreale, non risultò eletto perché il collegio era già saturo.
Oratore di grande spessore, ogni qual volta se ne presentava l’occasione comiziava in lungo e in largo della provincia di Palermo e talvolta oltre. C’è un episodio che mi piace ricordare, allorché fu designato a presentare Almirante a piazza Politeama e parlò per una quarantina di minuti; finito il comizio Almirante, giù dal palco, gli disse: “ Mi hai fatto fare una gran fatica, la prossima volta parli dopo di me perché mi hai tolto tutti gli argomenti “.

ALCUNI  "Paesaggi d'Eritrea", frutto dell'amore di mio padre per quelle terre. (disegni a inchiostro di china su cartoncino e su tavolette di legno)


giovedì 26 marzo 2020

Augusto Mammina: ADESSO BISOGNA COMBATTERE IL CORONAVIRUS e DOPO ?

Augusto Mammina: ADESSO BISOGNA COMBATTERE IL CORONAVIRUS e DOPO ?: Il dopo ci toccherà affrontarlo giorno dopo giorno, informati a dovere ed assistiti “contro” la BUROCRAZIA Partiamo da qui… “BONTEMPU...

ADESSO BISOGNA COMBATTERE IL CORONAVIRUS e DOPO ?

Il dopo ci toccherà affrontarlo giorno dopo giorno, informati a dovere ed assistiti “contro” la BUROCRAZIA

Partiamo da qui… “BONTEMPU E MALU TEMPO UN DURA TUTTU U TEMPO” dicevano i nostri vecchi, e se c’era buon tempo si preparavano ad “accogliere” il “malu” tempo.

Questa volta Il “malu” tempo determinato dal Coronavirus  non era prevedibile e quindi “l’accoglienza” non era preordinata.

SIC  STANTIS REBUS, bisogna curare chi ne ha bisogno e cercare di limitare il diffondersi della “BESTIA”. Lo stanno facendo, ognuno a proprio modo, e, chi vivrà vedrà !
Noi ci occupiamo d’altro, lo facciamo sin dai primi anni ’90, da quando al 254 di via Porta di Castro ci riunivamo ogni sera con Giustino Blandi e tanti altri, taluni dei quali mi affiancano ancora oggi e con loro stiamo discutendo, attraverso la tecnologia del momento, del dopo coronavirus.
Il dopo coronavirus “visto dal basso”. e cioè dalla parte di chi vive ogni giorno la vita delle persone semplici.
La casalinga, il pensionato, l’operaio, gli artigiani, i piccoli commercianti dei centri storici, il padroncino che trasporta il raccolto dalle campagne, i contadini, gli agricoltori ed i piccoli imprenditori che si occupano della conservazione  e  trasformazione dei prodotti della terra e del mare.
Sono loro che dovranno poter ripartire con la certezza che qualcuno si occuperà di loro, che si occuperà di far sì che le eventuali provvidenze non siano “PICCA E MALU SPARTUTE” (per chi è di OLTRE STRETTO: “POCHE E MAL DIVISE”); che si occuperà di intervenire nei Procedimenti Amministrativi inerenti.
Europa ’93, Associazione di Promozione Sociale, ex legge 383/2000 è legittimata :

a) a promuovere azioni giurisdizionali e ad interveni­re nei giudizi promossi da terzi, a tutela dell’interesse dell’associazione;
b) ad intervenire in giudizi civili e penali per il risar­cimento dei danni derivanti dalla lesione di interessi collettivi concernenti le finalità generali perseguite dal­l’associazione;
c) a ricorrere in sede di giurisdizione amministrativa per l’annullamento di atti illegittimi lesivi degli interes­si collettivi relativi alle finalità di cui alla lettera b).
2. Le associazioni di promozione sociale sono legit­timate altresì ad intervenire nei procedimenti ammi­nistrativi ai sensi dell’articolo 9 della legge 7 agosto 1990, n. 241.

Europa ’93 ha sede legale a Palermo e negli ultimi anni si è occupata di interventi in Eritrea, mia terra natia, pertanto a Palermo, considerato il momento occorre riorganizzarci e lo stiamo facendo.
Nel frattempo, chiunque ne abbia voglia o necessità può interloquire con noi via facebook o Messenger al GRUPPO Europa ’93 Associazione Italo - Eritrea di Promozione Sociale: https://www.facebook.com/groups/456420181590049/

Attualmente, in collaborazione con Pasquale Santoro, asmarino anche Lui, abbiamo in itinere lo studio di un progetto di interventi in ERITREA, con Fondi Europei, cui abbiamo capacità giuridica di accedere, in ambiti legati  all’agricoltura  e per la salvaguardia del territorio, annoverato quale PATRIMONIO UNESCO. 
Alcuni anni fa, con l’interessamento dell’AMBASCIATA ITALIANA AD ASMARA, con l’intervento del COMUNE di PALERMO, abbiamo dotato il “LETTORATO DI ITALIANO” presso l’UNIVERSITÀ di ASMARA di una BIBLIOTECA DI NARRATIVA SICILIANA.
Successivamente con il Dottor ANDREA RIELA, all’epoca DIRETTORE DELL’ISTITUTO ZOOPROFILATTICO DI PALERMO, abbiamo firmato un accordo con il MINISTERO DELL’AGRICOLTURA ERITREO per la realizzazione di una rete INTRANET fra le varie postazioni di “SANITÀ ALIMENTARE” nelle varie REGIONI dell’ERITREA.
Al rientro da Asmara cadde il governo della Regione Siciliana, il dott. Riela venne sostituito, il nuovo Direttore dell’Istituto Zooprofilattico on mostrò interesse, ed IL MINISTERO DELLA SANITÀ ITALIANO ha fatto realizzare il progetto ad un altro  Istituto.

L’Eritrea, per fortuna fino ad oggi, non ha il problema Coronavirus, ed il nostro progetto di interventi in ERITREA è allo studio dei tecnici per stabilire gli ambiti d’intervento e le idee di massima, per passare poi alla fase decisiva con il progetto da inviare alla COMUNITÀ  EUROPEA; considerata la situazione attuale, non saranno tempi brevi !

La situazione italiana attuale e ciò che dobbiamo aspettarci, finito il pericolo generalizzato, è argomento diuturno delle disquisizioni con i soci del CONSIGLIO DIRETTIVO.

Palermo e più generalmente la Sicilia, sono al centro di ogni ragionamento che stiamo sviluppando, onde poter dare il massimo apporto alla ripresa dopo la tempesta.
Naturalmente non ci sarà la “QUIETE” di cui parlava Leopardi nella poesia !

Ci sarà l’arrembaggio alle eventuali “provvidenze” messe in circolo dalle Istituzioni e ci saranno inevitabilmente i “circuiti” dei “facilitatori”, noi vogliamo predisporre il nostro progetto improntato alla salvaguardia dei diritti di chi è fuori da quei “circuiti”!
Per fare un esempio terra terra, i “bottegai”, i piccoli commercianti, le trattorie e i posti di ristoro “tradizionali” dei Centri Storici e zone limitrofe, sono più a rischio, per capacità economica e per essere meno attenzionati dai “facilitatori”.

Per chiudere con parole semplici, vorremmo evitare che, per fare un esempio, via Maqueda, via Lincoln e via dicendo, dovessero cambiare nome in onore di chi ne ha salvato l’economia.
Per adesso, l’evoluzione del progetto la esporremo nel nostro GRUPPO FACEBOOK “Europa ’93 APS Associazione Italo/Eritrea di cultura e Promozione Sociale” il cui link è: https://www.facebook.com/groups/456420181590049/

Sarà nostra cura indicare ulteriori fonti.
                                                                                                                 Augusto Mammina