mercoledì 18 agosto 2021

Il 18 agosto 1970 moriva mio padre, Giuseppe Mammina; mi piace ricordarlo partendo da qui...

 

                                                                            L'undici luglio, in occasione dell'anniversario della nascita, ho ricordato dai primi anni di vita fino a gennaio 1947.                                                                                                                    Questa foto rappresenta il lascia passare per l'imbarco sulla nave che ci avrebbe condotto in Italia. 

Approdato in Italia e precisamente a Monreale, appena il tempo di riordinare le idee, iniziò la professione di geometra, affermandosi ben presto per le qualità professionali e le doti umanitarie. Variegata l’attività professionale, che va dalle piccole lottizzazioni alle divisioni di grandi estensioni terriere, alla progettazione di immobili consentita ai geometri.

Notevolissima l’attività di Consulente Tecnico a favore delle varie Preture dell’epoca Monreale, Partinico, Carini, Piana degli Albanesi e del Tribunale di Palermo.

A scaricare le tensioni e la fatica dell’esercizio professionale, mio padre provvedeva attraverso il coltivare le sue passioni e cioè la poesia, di cui ho già parlato, essenzialmente raccolta in una pubblicazione “POETASTRIA”, l’attività letteraria, palesata con la pubblicazione di “MOMENTI A MONREALE”, novelle ispirate a episodi di vita nel monrealese; poi anche il giornalismo, era giornalista pubblicista, e la politica.

Nei primi anni ’50 lo Stato italiano, attraverso il Ministero della Marina gli tributò un ENCOMIO Per “ LA RESISTENZA IN AFRICA ORIENTALE CONTRO L’OCCUPAZIONE NEMICA ”



L’attività giornalistica, in prosieguo dell’esperienza vissuta ad Asmara, lo portò a collaborazioni con varie testate di politica, attualità e cultura, nazionali e siciliane, una fra tutte “ I VESPRI D’ITALIA “ edito a Palermo dal Professore Alfredo Cucco, di cui fu redattore.

I Vespri d’Italia, giornale di denuncia e di lotta politica, era strettamente legato all’attività politica del M.S.I. fiamma tricolore, di cui il Professore Cucco era deputato e mio padre esponente di spicco.

L’attività politica è stata, credo, la passione più grande, portata avanti con slancio e grande senso del “ sociale “ lo fece permanere al Consiglio comunale di Monreale per oltre 20 anni e sempre con notevoli suffragi.  A metà degli anni ’50 fu candidato al Senato nel Collegio Monreale - Partinico e nonostante gli oltre 13.000 voti, di cui quasi 9.000 a Monreale, non risultò eletto perché il collegio era già saturo.

Oratore di grande spessore, ogni qual volta se ne presentava l’occasione comiziava in lungo e in largo della provincia di Palermo e talvolta oltre. C’è un episodio che mi piace ricordare, allorché fu designato a presentare Almirante a piazza Politeama e parlò per una quarantina di minuti; finito il comizio Almirante, giù dal palco, gli disse: “ Mi hai fatto fare una gran fatica, la prossima volta parli dopo di me perché mi hai tolto tutti gli argomenti “.

Questo era mio padre e, vale per me come per i miei fratelli, il rammarico di averlo avuto accanto per troppo poco tempo ci ha sempre spronati, ognuno nella propria specificità, a dare il meglio di noi stessi.